Il ricorso alla documentazione caratteristica nel comparto militare

ricorso alla documentazione caratteristica
La documentazione caratteristica è lo strumento di valutazione del personale militare, utile per l’avanzamento e la gestione degli incarichi. Eventuali incongruenze nei giudizi possono compromettere la legittimità dell’atto. In questi casi, il militare ha diritto a presentare ricorso per tutelare la propria posizione.

Ricevere una valutazione negativa o incoerente all’interno della documentazione caratteristica può avere conseguenze importanti sulla carriera di un militare. Questi documenti, infatti, rappresentano la base per i processi di avanzamento, per la gestione degli incarichi e per l’impiego del personale. Quando le informazioni riportate non riflettono correttamente il servizio prestato, è fondamentale conoscere gli strumenti previsti dalla normativa per tutelare i propri diritti.
In questa guida vedremo come funziona la documentazione caratteristica, quali sono le tipologie di atti valutativi, quando è possibile presentare ricorso e su quali elementi fondarlo. Un riferimento utile per chi si trova a dover contestare una valutazione e vuole affrontare il procedimento con consapevolezza e preparazione.

Cos’è la documentazione caratteristica

La documentazione caratteristica è lo strumento ufficiale di valutazione del personale militare. Essa serve a rilevare periodicamente le prestazioni e le attitudini del militare in relazione all’incarico svolto. Rappresenta un elemento fondamentale per le commissioni di avanzamento, le quali, basandosi su questi documenti e su quelli matricolari, determinano l’idoneità del militare a ricoprire gradi superiori. Inoltre, la documentazione caratteristica è alla base di un razionale impiego del personale militare.

Frequenza di redazione della documentazione caratteristica

La compilazione della documentazione caratteristica avviene di norma con cadenza annuale, ma può essere redatta anche in altri momenti, ad esempio in caso di trasferimento o sostituzione del compilatore. Tutte le autorità valutatrici coinvolte devono completare la compilazione entro 60 giorni dal verificarsi dell’evento che rende necessaria la valutazione. Il documento deve poi essere messo a disposizione del militare entro i successivi 30 giorni dalla conclusione della compilazione.

Tipologie di documenti caratteristici

I documenti caratteristici si articolano in due principali tipologie, oltre al caso della Mancata Redazione (per periodi di servizio effettivo inferiore ai 60 giorni): la Scheda Valutativa e il Rapporto Informativo.

Scheda Valutativa: Viene redatta per periodi di servizio superiori a 179 giorni. Contiene l’analisi di tutte le voci interne previste per il ruolo di appartenenza del militare. Le autorità giudicatrici esprimono un giudizio complessivo e decretano la qualifica da attribuire.

Rapporto Informativo: È utilizzato per periodi di servizio compresi tra 60 e 179 giorni. Presenta un livello di dettaglio inferiore rispetto alla scheda valutativa e, nella parte finale, viene espresso solo un giudizio, senza attribuzione di qualifica finale.

Principi da rispettare nella compilazione

Nella compilazione dei documenti caratteristici non devono essere applicati criteri matematici, né è consentito l’uso di automatismi o griglie prestabilite. La valutazione deve sempre basarsi sull’esercizio della facoltà di giudizio individuale e sull’ampia discrezionalità riconosciuta alle autorità preposte.
Tuttavia, prima di formulare un giudizio, è necessario valutare con attenzione ciascuna voce analitica, considerando che alcune possono assumere un peso particolare in base al ruolo e alle funzioni svolte dal militare.
Allo stesso modo, quando è prevista l’attribuzione di una qualifica finale, è fondamentale che questa sia il risultato di un’analisi coerente e consapevole, in linea con quanto emerso nelle sezioni precedenti del documento.

Presa visione e valore giuridico

Il documento si completa con la presa visione ufficiale del militare interessato, tramite firma, data e luogo riportati sul “foglio di comunicazione”. La firma da parte del militare sottoposto a valutazione non implica accettazione, ma rappresenta una mera presa visione. Il rifiuto di sottoscrizione può configurare il reato di disobbedienza ai sensi dell’art. 173 del Codice Penale Militare di Pace (CPPM). La data di firma costituisce il momento di perfezionamento dell’atto e segna l’inizio della decorrenza dei termini per eventuali impugnative.

Diritto di ricorso contro il documento caratteristico

Il militare, successivamente alla presa visione del documento caratteristico, ha diritto a contestare eventuali incongruenze tra le voci analitiche espresse e i giudizi complessivi. Può farlo scegliendo tra due canali: ricorso gerarchico o ricorso al TAR.

Ricorso gerarchico

l ricorso gerarchico deve essere presentato entro 30 giorni dalla data di presa visione del documento, che coincide con il perfezionamento dell’atto. Va indirizzato alla Direzione Generale del Personale Militare e può essere inoltrato a mano, tramite PEC oppure tramite raccomandata A/R, per avere prova legale dell’invio. Qualora sussistano i presupposti, sarà la Direzione Generale del Personale a decidere l’eventuale annullamento e la successiva ricompilazione del documento caratteristico.

Nel ricorso è fondamentale, oltre indicare i motivi specifici della contestazione, allegare copia della documentazione caratteristica e eventuali atti utili (es. ricompense ricevute, certificazioni, assenza di provvedimenti disciplinari). La copia del documento di documentazione caratteristica può essere richiesta gratuitamente dal militare durante la presa visione. In seguito, è possibile richiederla nuovamente tramite apposita richiesta di accesso agli atti, con apposizione dei valori bollati per le spese di riproduzione (0,26 € a foglio).

Ricorso al TAR

In alternativa, è possibile presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente entro 60 giorni dalla presa visione del documento. Anche in questo caso resta fondamentale allegare copia della documentazione caratteristica, ma è consigliabile rivolgersi a un legale esperto in diritto militare. La redazione e la gestione del ricorso amministrativo seguono, in questo caso, una procedura giurisdizionale formale.

Come impostare un ricorso efficace

Per essere davvero efficace, un ricorso deve evidenziare con chiarezza eventuali incongruenze tra le diverse parti del documento caratteristico. In particolare, è fondamentale mettere in risalto le eventuali contraddizioni tra le voci analitiche espresse dal compilatore, i giudizi complessivi e le valutazioni fornite dai revisori.

Un altro aspetto da non trascurare riguarda la presenza di riferimenti inappropriati all’interno del documento. Ad esempio, possono risultare irrilevanti — e quindi contestabili — i richiami a procedimenti disciplinari o penali non pertinenti al contesto della valutazione, così come eventuali menzioni a situazioni personali del valutando, come malattie, licenze o eventi di natura privata, che nulla hanno a che vedere con il servizio prestato.

Infine, è sempre consigliabile mettere in evidenza eventuali elementi a favore del militare. Se durante il periodo oggetto di valutazione non sono stati riportati procedimenti disciplinari, e anzi sono state ottenute ricompense formali come elogi o encomi, è opportuno sottolinearlo nel ricorso, poiché rappresentano elementi che rafforzano la coerenza e la validità delle osservazioni difensive.

Vizi dell’atto e annullabilità del documento

Un documento valutativo che presenta squilibri tra le aggettivazioni interne, i giudizi espressi e la qualifica finale (se prevista) può essere considerato viziato per eccesso di potere, in particolare per illogicità o contraddittorietà dell’atto. Queste incongruenze, se presenti, possono portare all’annullamento del documento, motivo per cui devono essere accuratamente evitate.

Sebbene la normativa riconosca alle autorità valutatrici un ampio margine di autonomia e discrezionalità, è loro preciso dovere garantire che i giudizi complessivi e la qualifica assegnata siano coerenti con il livello delle valutazioni analitiche. Tale coerenza deve emergere chiaramente attraverso un confronto oggettivo dei parametri indicati nel documento.

In sostanza, l’equilibrio e la coerenza tra le diverse parti della valutazione non sono solo auspicabili, ma rappresentano un requisito fondamentale di legittimità, riconosciuto da una giurisprudenza ampia e consolidata. La mancanza di questo equilibrio compromette la validità dell’atto, genera sfiducia nel personale e, in caso di ricorso, porta spesso alla condanna dell’Amministrazione, che può essere costretta a pagare le spese legali.

Dopo la presentazione

Una volta presentato il ricorso, l’Amministrazione ha il compito di esaminarlo e fornire risposta nei tempi previsti. In caso di ricorso gerarchico, può disporre:

  • il rigetto motivato;
  • l’annullamento del documento con successiva ricompilazione;
  • la modifica parziale del giudizio o della qualifica.

In caso di ricorso al TAR, sarà il giudice amministrativo a stabilire la fondatezza delle contestazioni e, se riconosciuto il vizio dell’atto, disporrà l’annullamento con eventuali effetti risarcitori o reintegrativi.

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