Con una lettera inviata al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, SIM Marina ha chiesto che sia rispettata la libera scelta individuale dei colleghi nella adesione alle Associazioni Sindacali.
La posizione del SIM Marina
La posizione del SIM Marina è di rispettare necessariamente la legge dal punto di vista amministrativo, ma al contempo garantire la libera di adesione ad altra sigla sindacale in caso di revoca, con immediata possibilità di partecipazione alla vita sindacale della Associazione a cui si è aderito.
E’ una questione complessa, ce ne rendiamo conto, che i colleghi delle Polizie a ordinamento civile non subiscono grazie alla norma che consente più iscrizioni contemporaneamente.
Per gli appartenenti alle Forze Armate ed alle Forze di Polizia militari la questione delle revoche è una questione delicata sia per chi le riceve sia per chi ottiene nuove adesioni, ma abbiamo iniziato una interlocuzione per chiedere ad una diversa applicazione della norma.
La lettera inviata allo Stato Maggiore Marina
Per una questione di trasparenza SIM Marina vuole condividere la posizione assunta e pertanto pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata.
Con la presente, intendiamo con forza sottolineare le illegali conseguenze che potrebbero ingenerarsi qualora non venisse effettuato il corretto inquadramento degli effetti della revoca di iscrizione ad una APCSM da parte di un militare.
Parrebbe infatti, che secondo qualcuno qualora tale revoca venisse effettuata dopo il 31 Ottobre dell’anno solare precedente (es: revoca formalizzata via pec il 01 novembre 2024), il militare non possa iscriversi ad altro sindacato perché “vincolato” a pagare il precedente sindacato.
Questa visione è distorta ed appare, contra legem. Infatti, sebbene la revoca presentata oltre tale data comporti il dovuto pagamento da parte del militare della quota associativa per l’intero anno successivo (nel caso in esempio per tutto il 2025) alla APCSM destinataria della revoca, ciò non può limitare in alcun modo -e sarebbe illegale immaginare il contrario- il diritto del militare, sancito dalla norma, di aderire nel frattempo ad una diversa associazione sindacale.
Il vincolo fiscale, previsto e voluto per necessità di bilancio, nulla può incidere sulla libera, volontaria e individuale scelta del militare di associarsi, quando lo desidera, ad una nuova APCSM.
Insomma, pensare che la libertà di un militare di associarsi ad una nuova Associazione sindacale, debba essere sospesa e quindi che debba aspettare che trascorra tutto il 2025 (caso in esempio), oltre, si ripete, ad essere illegale, sarebbe una pura follia!
Una paradossale tesi contraria, dovrebbe sostenere ciò che appare insostenibile, ovvero che sol perché il militare è tenuto a continuare a versare la sua quota alla APCSM alla quale ha inviato revoca (per motivi meramente fiscali/di bilancio), questo travolgerebbe la legge che, come già sottolineato, prescrive al comma 4 dell’art 1476 del COM, testualmente, quanto segue: l’adesione alle APCSM è libera, volontaria e individuale.
Sarebbe come acclarare, inoltre, che un militare per 14 mesi debba essere costretto a non avere la possibilità di essere rappresentato da nessuna Associazione (perché da un lato ha formalizzato revoca e dall’altro si impossibilitato ad iscriversi ad altro sindacato).
Invece, il diritto ad associarsi è un diritto inalienabile, sancito dalla normativa vigente, che garantisce la libertà di scelta e di associazione, principi cardine di ogni democrazia.
Né a nulla serve invocare una tanto diversa quanto irrilevante faccenda, ovvero il “conteggio” degli iscritti. In merito, nulla rilevano le scadenze temporali per i conteggi degli iscritti, atteso che è cosa disgiunta dalla possibilità di aderire ad altro sindacato, ma attinente al mero calcolo della rappresentatività.
Fermo restando tutto quanto precede e sebbene dovrebbe essere ultroneo, riteniamo comunque utile ribadire che il militare che decide di revocare la propria adesione da un sindacato, possa successivamente liberamente aderire ad una diversa associazione sindacale. Di conseguenza, il militare potrà anche essere legittimamente investito, secondo le forme statutarie previste dalla nuova associazione, di cariche dirigenziali/compiti/etc. al suo interno.
La preoccupazione più grande è che qualcuno possa far passare un messaggio distorto e contra legem, per poter tenere “vincolati a sé” i militari.
Questo, ancora, ingenererebbe nei militari il nefasto effetto c.d. “Cobweb”. In altre parole, il militare potrebbe percepirsi come intrappolato nella tela di un ragno e quindi catturato ed ostaggio di trame ordite, paradossalmente, proprio da quei sindacati che dovrebbero tutelarlo e proteggerlo. Il militare potrebbe così convincersi della incomprensibilità, della stortura e della difficoltà nell’esercizio della scelta democratica di volersi distaccare da un sindacato, sentendosi proprio come un vulnerabile ed indifeso insetto intrappolato in una ragnatela. Questa percezione sarebbe estremamente dannosa e socialmente tossica per la fiducia ed il senso di appartenenza che deve in ogni istante caratterizzare la scelta degli aderenti.
Per questo motivo, il diritto alla libertà di associazione deve essere sempre garantito e rispettato. La trasparenza, in tale contesto, non è solo un dovere, ma una stringente necessità. È fondamentale che ogni azione e decisione presa nell’ambito sindacale sia percepita come chiara e priva di ambiguità. Solo così si può rafforzare la fiducia dei membri e assicurare una gestione che rispecchi i valori democratici e partecipativi su cui si fonda la nostra istituzione.
Per quanto sopra, si chiede di voler informare i militari tutti emendando le attuali linee guida redatte da codesto SMM, allo scopo di capillarmente partecipare la questione, fulcro del rispetto dei diritti sindacali e della trasparenza gestionale degli stessi.